LA CONVERSIONE DI SAULO

LA CONVERSIONE DI SAULO

 

WILKERSON

Ultimo Aggiornamento: 06/02/2015 19:11
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06/02/2015 18:51

Paolo parla del demolire "i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio" (II Corinzi 10:5). Queste cose che si elevano sono gli idoli, i vizi, le ambizioni, le motivazioni personali, che dentro di noi diventano colline e montagne alte ed elevate. Tutte queste cose devono essere abbattute!

Giovanni Battista venne a adempiere le parole di Isaia: come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: "Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate" (Luca 3:4-5). Questo è proprio quello che succede di colui che si apparta con il Signore, contemplando la sua santità. Davanti al suo sguardo infocato, le montagne cominciano a crollare, e gli alti colli dell'orgoglio e dell'egocentrismo si scioglieranno come cera. "Infatti, ecco, il SIGNORE esce dal suo luogo, scende, cammina sulle alture della terra. I monti si sciolgono sotto di lui e le valli si liquefanno come cera davanti al fuoco" (Michea 1:3-4). "I monti tremano davanti a lui, si sciolgono i colli; alla sua presenza si solleva la terra e il mondo con tutti i suoi abitanti" (Nahum 1:5).
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Tutto ciò che è terreno, sensuale, carnale ed umano viene portato alla luce, e viene tutto bruciato! Nulla di tutto ciò può sopravvivere davanti al permanere della sua presenza. Coloro che contemplano al gloria della sua santità non possono resistere al suo sguardo infuocato. Essi vengono abbassati!


Per la carne, la presenza di Cristo è devastante


Isaia era un uomo buono che profetizzò contro i peccati del popolo di Dio. Parlò molto del Santo di Israele. Ma un giorno contemplò il Signore nella gloria della sua santità, ed inorridì alla vista dei suoi stessi peccati! Egli gridò: "Guai a me!" "Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava. L'uno gridava all'altro e diceva: Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti!
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Tutta la terra è piena della sua gloria! Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo. Allora io dissi: Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!" (Isaia 6:1-5). Quando i tuoi occhi vedono il Re nella sua gloria, il peccato è smascherato! Ci sarà un vero pentimento del cuore. Qui il messaggio è: "Vedi Dio e muori!" Muori a te stesso ed al peccato. Muori alla corruzione del cuore.

Daniele disse: "Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche ..." (Daniele 9:3). Egli fece cordoglio per tre intere settimane, durante le quali volse il suo volto verso il Signore.
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06/02/2015 18:52

L'Uomo vestito di lino, i cui occhi erano lampi di fuoco, gli apparve in gloria. "Alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo, vestito di lino, che aveva ai fianchi una cintura d'oro di Ufaz. Il suo corpo era come crisolito, la sua faccia splendeva come la folgore, i suoi occhi erano come fuoco fiammeggiante, le sue braccia e i suoi piedi erano come il rame splendente e il suono della sua voce era come il rumore d'una moltitudine. Soltanto io, Daniele, vidi la visione; gli uomini che erano con me non la videro, ma un gran terrore piombò su di loro e fuggirono a nascondersi. Io rimasi solo, a contemplare quella grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso cambiò colore fino a rimanere sfigurato e le forze mi abbandonarono. Poi udii il suono delle sue parole, ma appena le udii caddi assopito con la faccia a terra" (Daniele 10:5-9).
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Parole di convinzione! Mentre il Signore si dirigeva verso Daniele con la sua santa presenza, "un gran terrore piombò" sugli uomini che erano con lui, ed essi "fuggirono a nascondersi". Viviamo in un giorno in cui Cristo è svelato; quanto più la presenza del Signore in noi dovrebbe un terrore in tutti coloro che ci stanno attorno e che vivono nel peccato.

Giovanni, nell'isola di Patmos, non riuscì a rimanere in piedi davanti alla presenza di Cristo, quando egli apparve in santità per giudicare le sette chiese. Colui il quale aveva reclinato il capo sul petto di Gesù adesso lo contempla nella gloria e potenza della sua santità, e cade sulla propria faccia. "Io mi voltai per vedere chi mi stava parlando.
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06/02/2015 18:53

Come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio d'uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura d'oro all'altezza del petto. Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come lana candida, come neve; i suoi occhi erano come fiamma di fuoco; i suoi piedi erano simili a bronzo incandescente, arroventato in una fornace, e la sua voce era come il fragore di grandi acque. Nella sua mano destra teneva sette stelle; dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, affilata, e il suo volto era come il sole quando risplende in tutta la sua forza. Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: Non temere, io sono il primo e l'ultimo". (Apocalisse 1:12-17).
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Nella sua presenza, Isaia inorridì, Daniele venne meno, Giovanni cadde come morto! E quelli che si trovavano lì vicino furono compunti e fuggirono!

In questi ultimi giorni, ci sono moltitudini di persone che si nascondono davanti alla presenza del Signore! I peccati hanno celato loro il suo volto ed essi hanno paura di stare troppo alla sua presenza. Come avvenne a Giona, la loro disubbidienza li spinge a fuggire "lontano dalla presenza del Signore". Non sono in grado di sopportare il fuoco dei suoi occhi. Così, lo seguono a distanza, pretendendo sicurezza e diritti, nel suo nome. Ma non hanno intenzione di buttar giù il loro alto luogo di idolatria.
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Molti si muovono senza avere la presenza del Signore con loro!


Dio diede a Mosè la direttiva più spaventosa. "Il SIGNORE disse a Mosè: Va', sali di qui, tu con il popolo che hai fatto uscire dal paese d'Egitto, verso il paese che promisi con giuramento ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, dicendo: "Io lo darò alla tua discendenza". Io manderò un angelo davanti a te ... ma io non salirò in mezzo a te, perché sei un popolo dal collo duro, e potrei anche sterminarti lungo il cammino". (Esodo 33:1-3).

Il popolo di Dio era completamente andato "fuori controllo", a motivo della lussuria e dell'idolatria (Esodo 32:25). L'oro era diventato il loro dio. Volevano solo ballare, giocare, fornicare, ed andare dietro alle loro lussurie. Solo i figli di Levi si levarono in difesa della santità di Dio.
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06/02/2015 18:54

A tutto ciò, seguì la triste rivelazione che il Signore si era allontanato da loro. Se ne era andato, per non distreuggerli. Ciononostante, essi ricevevano l'ordine di muoversi per reclamare la loro eredità. Dio disse: "Vi darò quello che vi ho promesso". Essi potevano reclamare tutti i loro diritti; potevano andare avanti ed un angelo sarebbe andato davanti a loro; ma a motivo del peccato e della testardaggine, non avevano più alcun diritto di pretendere la santa presenza del Signore. Potevano avere ciò che spettava loro ed anche la sua protezione, ma non la sua presenza.

Non è questo quello che vediamo oggi? È triste assistere allo spettacolo delle moltitudini del popolo di Dio, che continuano ad andare avanti nella loro religiosa ricerca dei diritti promessi, pretendendo l'aiuto degli angeli contro gli avversari, ma senza alcuna santa meravigliosa e convincente presenza di Cristo in essi!
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06/02/2015 18:54

Cosa potrebbe esserci peggio dell'udire questo genere di comando da parte del Signore: "Va' verso un paese dove scorre latte e miele, ma io non sarò in mezzo a te ..."? Dio disse loro: "Voi siete un popolo dal collo duro; se io salissi per un momento solo in mezzo a te, ti consumerei! Ora, dunque, togliti i tuoi ornamenti e vedrò come io ti debba trattare..." (Esodo 33:5).

Al dì d'oggi ci sono cristiani che sono, se possibile, ancora più testardi degli Israeliti; rifiutano di mettere via i loro divertimenti idolatri, le loro trovate, ed i programmi incentrati sull'uomo. Però, continuano ad andare avanti! Senza la presenza del Signore, i cuori non possono che diventare sempre più duri, e il nemico sempre più sicuro di sé, e gli interessi del Signore su questo terra sono dimenticati, mentre l'egocentrismo viene posto sul trono!
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06/02/2015 18:54

Mosè voleva qualcosa di più di una terra stillante latte e miele. Voleva conoscere e sperimentare la presenza del Signore. Egli pregò: "Vedi, tu mi dici: Fa' salire questo popolo! Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure hai detto: Io ti conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei. Or dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca e possa trovare grazia agli occhi tuoi" (Esodo 33:12-13).

Nessuna meraviglia se questo prezioso servo di Dio era in grado di convincere la sua generazione! Nessuna meraviglia se sul suo volto c'era tanta gloria. Egli voleva soltanto conoscere il Signore. L'unico favore che chiedeva era quello di avere la permanente presenza del suo Signore.
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06/02/2015 18:55

La stessa cosa avveniva a Paolo, il cui cuore esclamò: "Oh, che io possa conoscerlo!"

La testimonianza di un volto scoperto è sostenuta da questa gloriosa promessa da parte del Signore: "La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo" (Esodo 33:14). E a motivo della sua presenza riflessa in noi, diventeremo una dimostrazione per il mondo, convincendolo di peccato, giustizia e giudizio.

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06/02/2015 18:56

2/1981



La corsa mortale



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06/02/2015 18:58

di David Wilkerson
1981
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"Anche noi ... corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta" (Ebrei 12:1).

La stessa parola "gara" suggerisce l'idea della competizione. Il popolo di Dio è paragonato a degli atleti che corrono in una gara di lunga distanza, in competizione per un premio. Il premio è la gloriosa rivelazione della conoscenza di Gesù Cristo.

Ma noi stiamo corrompendo quella gara verso l'eternità, ed abbiamo stabilito un premio vile e carnale. La competizione sta diventando molto intensa, ma adesso gli uomini di Dio gareggiano l'uno contro l'altro. Ed il premio è il successo, la prosperità, gli applausi, le lodi. Cristo non è diventato altro che lo sponsor, visto che tutti i partecipanti dichiarano di correre nel suo nome. Molti dei partecipanti vestono magliette con su scritto "Sono il numero 1". Altri, sicuri di sé, espongono le parole "Mi rifiuto di perdere". È diventata una corsa mortale.
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06/02/2015 18:58

Una volta la corsa non era verso le cose immediate, la prosperità o la concupiscenza, ma piuttosto verso ciò che era debole ed umile. Essa conduceva attraverso persecuzioni, privazioni, ruberie, maltrattamenti e martirio. Alcuni dei corridori vestivano solo pelli di capra, altri vennero torturati, fatti a pezzi, battuti e feriti. Vennero fermati nel bel mezzo della loro gara e bruciati al palo, furono gettati in prigione ed in luride segrete. Ad alcuni cavarono gli occhi, ed altri furono costretti a guardare mentre i figli venivano torturati sotto i loro occhi. E perché, di grazia, tutti quegli sfiniti concorrenti affrontarono quei tormenti e quelle sofferenze? Perché non si arresero? Semplicemente, perché per loro il premio valeva tutto ciò. Non volevano altro che Cristo! Insieme a Paolo consideravano semplice spazzatura tutte le cose di questo mondo. Non amarono la loro vita, ma solo Cristo. Erano stranieri sulla terra, e correvano con tutte le loro forze e possibilità verso la città il cui progettista e costruttore è Dio. Se voi aveste cercato di stabilire dei premi carnali, vi avrebbero riso dietro.
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06/02/2015 18:59

Avrebbero gridato: "Prenditi il mondo intero, ma lasciami Gesù".

Paragoniamo quel tipo di corsa a quella che vediamo svolgersi oggi nella casa di Dio. Ieri ho saputo che un ben noto evangelista ha battuto altri evangelisti televisivi, offrendo alle stazioni televisive una somma più alta di denaro, in modo da avere assegnata la fascia della prima serata. Ha "alzato il prezzo". Un altro si vantava del fatto che, rispetto a qualsiasi altro evangelista dei tempi moderni, stava per prendere tante di quelle stazioni da poter essere sicuro di andare in onda sul maggior numero di canali.
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06/02/2015 18:59

Pastori ed evangelisti sono in competizione per costruire le chiese ed i quartier generali più grandi ed esclusivi. Un amico pastore mi confidò, assolutamente serio: "Il pastore J..... sta costruendo una chiesa di 35.000 metri quadrati, e allora ho fatto rivedere il progetto al mio architetto e gli ho fatto allargare la nostra nuova chiesa fino a 36.000 mq. Voglio avere la chiesa più grande, nel mio Stato".

E che dire delle moltitudini di cristiani presi nella corsa per le cose materiali? Di ogni cosa, vogliono averne due. Un ricambio per ogni cosa che possiedono. È quasi come se stessimo trasformando questa gara in un concorso a premi.
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06/02/2015 18:59

Cari figli di Dio, questa corsa non è una specie di lotteria eterna. Non è una gara verso la prosperità, la salute, il successo. Se la nostra fede deve essere ricompensata con qualcosa in meno del premio della solenne vocazione in Cristo Gesù, non vale neppure la pena di correre. L'unico che vince il premio è quel figlio di Dio che non vuole ottenere altro che Gesù. È colui che getta, come tanta inutile spazzatura, le cose di questo mondo ai piedi della croce, per guadagnare la gloriosa gioia e la pace del Salvatore.






La via alla perfetta felicità, sulla terra, è abbandonare
la corsa mortale della competizione umana.
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06/02/2015 19:00

Se un cristiano riesce ad abbandonare ogni competizione per obiettivi mondani, se può escludersi dalla folle corsa alla quale tanti stanno partecipando anche adesso, scoprirà cosa significa essere veramente appagati.

Il cristiano che abbandona la corsa della carnalità può dire a tutti i contendenti: "Dividetevi il vostro premio; tenetevelo tutto per voi, io ho smesso di correre". All'uno potrà dire: "Tieniti l'ambizione". All'altro: "Prenditi gli applausi". Ad un altro ancora: "E tu, tieniti tutto il denaro ed il materialismo". Potrà lasciarli tutti quanti a competere l'uno contro l'altro per ottenere i loro premi mondani, e correre la sua corsa solitaria, una gara diversa, per un solo premio: la gloria di Dio in Cristo Gesù.
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06/02/2015 19:00

Ma oggi è quasi impossibile convincere i cristiani ad abbandonare la corsa mortale, senza tagliar loro i piedi. Sono tantissimi quelli che corrono la corsa mortale della carnalità e molto pochi quelli che gareggiano per i valori eterni.

Nella storia, solo quelli che hanno imparato a rinunciare al mondo ed a tutto ciò che è in esso hanno scoperto la vera felicità. Un grande uomo di Dio disse: "Non avevo mai saputo cosa significasse essere felice, finché non smisi di cercare di essere grande".
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